
Sovrappeso, obesità, malnutrizione, disturbi del comportamento alimentare, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA – DCA) in età evolutiva e adulta, alimentazione selettiva nell’infanzia e nell’adulto, patologie metaboliche ed infiammatorie, supporto nutrizionale nella terapia con GLP-1, allergie, intolleranze, alimentazione in gravidanza e allattamento, analisi della composizione corporea.
Ho scelto questo lavoro perché credo profondamente che il cibo non sia solo nutrimento, ma relazione, cultura, emozione, cura.
Nel mio studio non troverai diete rigide, schemi punitivi o liste infinite di divieti. Non fanno parte del mio modo di lavorare, e soprattutto, non fanno parte della mia idea di benessere. Non esistono “cibi buoni” e “cibi cattivi”, né alimenti da eliminare per sempre: esiste piuttosto la consapevolezza, l’equilibrio e la capacità di ascoltare il proprio corpo.
Il mio approccio si basa prima di tutto sull’educazione alimentare. Imparare a mangiare bene significa capire cosa stiamo facendo, perché lo stiamo facendo e come quel gesto quotidiano può diventare un atto di rispetto verso noi stessi. Non lavoro solo sui grammi o sulle calorie, ma sulle abitudini, sulle emozioni legate al cibo, sul rapporto con la propria immagine corporea.
Credo che costruire un rapporto sano con il cibo significhi liberarsi dal senso di colpa, smettere di vivere i pasti con ansia e iniziare a viverli con serenità. Significa imparare a riconoscere la fame e la sazietà, distinguere il bisogno fisico da quello emotivo, concedersi flessibilità senza perdere equilibrio.
Mangiare bene non vuol dire seguire una dieta per qualche settimana: é un percorso di consapevolezza che dura nel tempo. Significa scegliere ogni giorno di volersi bene, di ascoltarsi, di rispettare il proprio corpo senza forzarlo dentro standard irrealistici.
Il mio obiettivo è accompagnare le persone verso un cambiamento sostenibile, che non sia una parentesi, ma uno stile di vita, perché il vero risultato non è solo un numero sulla bilancia, ma la libertà di sentirsi in armonia con il proprio corpo e con il cibo.
La prima visita nutrizionale è prima di tutto un momento di ascolto. È lo spazio in cui ci conosciamo, senza giudizio e senza fretta.
All’inizio raccogliamo l’anamnesi: parliamo della tua storia clinica, di eventuali patologie, terapie in corso, intolleranze o allergie, ma anche del tuo stile di vita, del lavoro, dei ritmi quotidiani, del sonno e dell’attività fisica. Tutti questi aspetti influenzano il nostro rapporto con il cibo e il benessere generale.
Una parte molto importante della visita è il racconto delle tue abitudini alimentari. Non si tratta di “controllare” o correggere, ma di capire come mangi oggi, che rapporto hai con i pasti, se ci sono alimenti che temi, momenti di difficoltà, fame emotiva o sensi di colpa. Spesso è proprio da qui che nasce il vero cambiamento.
Alla fine dell’incontro iniziamo a costruire insieme il percorso. Non consegno diete rigide o schemi impossibili da seguire, ma linee guida personalizzate, pratiche e flessibili, che si adattino alla tua vita e non il contrario. L’obiettivo è sempre quello di migliorare il rapporto con il cibo, aumentare la consapevolezza e creare abitudini sostenibili nel tempo.
La prima visita non è un esame da superare, ma l’inizio di un percorso condiviso. È il primo passo per imparare a mangiare meglio, ascoltarsi di più e prendersi cura di sé con rispetto e gentilezza.
I controlli nutrizionali sono una parte fondamentale del percorso, non sono semplicemente “verifiche” o momenti in cui si viene giudicati, ma spazi di confronto, ascolto e aggiustamento.
Durante i controlli abbiamo la possibilità di parlare di come ti sei sentita o sentito, di cosa ha funzionato e di cosa invece è stato più difficile. Non guardiamo solo ai risultati “numerici”, ma soprattutto alle sensazioni, al rapporto con il cibo, ai pensieri che accompagnano i pasti, al livello di serenità nella quotidianità.
Ogni incontro è un’occasione per chiarire dubbi, sfatare falsi miti, imparare a gestire situazioni pratiche come i pasti fuori casa, le occasioni sociali o i periodi più delicati. Il vero significato dei controlli nutrizionali è accompagnarti nel tempo, senza forzature. Servono a renderti sempre più autonoma o autonomo, consapevole e sereno nel tuo rapporto con il cibo e con il corpo.
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